La sveglia suona e resti lì, a fissare il soffitto, con la sensazione di essere già stanco prima ancora di cominciare. Ti alzi perché devi, vai al lavoro, rispondi alle mail, sorridi ai colleghi, e intanto dentro di te è tutto spento. Un amico ti scrive per uscire e lasci il messaggio lì, senza rispondere, perché anche solo pensare di vestirti e parlare con qualcuno ti sembra una fatica enorme. La sera crolli sul divano e scorri il telefono senza vedere davvero niente.
Ti dici che è solo un periodo, che sei stanco, che passerà. E magari è così. Però a volte quel periodo dura da settimane, o da mesi, e non passa. E una parte di te comincia a chiedersi se è solo stanchezza o se c’è qualcosa di più.
Capisco quanto possa fare paura questa domanda. Nel mio studio arrivano tante persone che si sono trascinate per mesi pensando di dover solo stringere i denti. Questi sono i segnali che vedo più spesso.
1. Le cose che ti piacevano non ti dicono più niente
Il libro che non finisci, la serie che non ti incuriosisce più, la palestra che hai mollato, la musica che non accendi. Prima ti davano gioia, adesso ti lasciano indifferente. È come se non riuscissi più a sentirle. Questo è uno dei segnali più importanti, perché spesso arriva prima della tristezza vera e propria.
2. Sei stanco anche dopo aver dormito
Dormi otto, nove ore, e ti svegli stanco come la sera prima. Anche le cose piccole ti costano una fatica enorme: fare la spesa, rispondere a un messaggio, farti una doccia. Magari ti accusi di essere pigro, però questa stanchezza il riposo non la toglie, perché non viene dal corpo.
3. Ti allontani dalle persone
Rimandi le uscite, inventi scuse, non rispondi alle chiamate. Stare da solo ti sembra più facile, perché con gli altri devi fare finta di stare bene, e questo ti costa troppo. Però più ti allontani, più ti senti solo, e più ti senti solo, più ti sembra difficile tornare.
4. Il sonno e la fame sono cambiati
Forse non riesci più a dormire, ti svegli alle quattro di notte con i pensieri che girano. Oppure dormiresti tutto il giorno. Forse hai perso la fame e ti accorgi a metà pomeriggio di non aver mangiato, oppure mangi molto più del solito, senza neanche sentire il gusto. Anche il corpo, a modo suo, ti sta dicendo che qualcosa non va.
5. Ti senti in colpa, inutile, un peso
Ti senti in colpa per come stai, per quello che non riesci a fare, per le persone che deludi. Ti sembra di non valere niente, di essere un peso per chi ti sta vicino. E questi pensieri ti sembrano la verità, non un segnale del tuo stato d’animo.
6. Il futuro ti sembra grigio
Quando provi a immaginare i prossimi mesi, o i prossimi anni, non vedi niente di bello. Ti sembra che niente possa cambiare, che sarà sempre così. È forse la sensazione più pesante, perché ti toglie anche la voglia di provarci.
Da dove può venire
Spesso, dietro questo stato, c’è una perdita che non hai potuto vivere fino in fondo. A volte è una persona, una separazione, un lutto. Altre volte è qualcosa di meno visibile: un progetto che è finito, un’immagine di te in cui credevi, una vita che pensavi di avere e che non hai. Quando non riusciamo a piangere quello che abbiamo perso, quel dolore resta dentro di noi e spegne piano piano tutto il resto.
E poi c’è un’altra cosa, che può sembrare strana. A volte dentro la depressione c’è tanta rabbia, una rabbia che non hai mai potuto esprimere verso qualcuno, magari verso una persona a cui vuoi bene. Quella rabbia non sparisce: si gira contro di te, e diventa senso di colpa, critica, stanchezza, la sensazione di non valere niente.
Quando non riusciamo a piangere quello che abbiamo perso, quel dolore spegne piano piano tutto il resto.
Un periodo no o qualcosa di più?
Tutti abbiamo periodi in cui siamo più giù. La differenza sta in quanto dura e in quanto ti toglie. Se ti riconosci in diversi di questi segnali e vanno avanti da più di due settimane, quasi tutti i giorni, è il momento di parlarne con qualcuno, senza aspettare che passi da sola.
Se a volte ti capita di pensare che sarebbe meglio non esserci, o di farti del male, parlane subito con il tuo medico o con una persona di cui ti fidi. Non devi tenerlo per te.
In un percorso di psicoterapia possiamo dare un nome a quello che senti, capire cosa hai perso o cosa ti porti dentro da tanto tempo, e piano piano tornare a sentire le cose. Io ti accompagno con calma, senza fretta e senza giudicare niente di quello che porti.
Ricevo a Roma, in zona Balduina, e online.