Da fuori va tutto bene. Hai un lavoro, degli amici, magari una relazione, una casa. Se qualcuno ti chiede come stai rispondi bene, e in un certo senso è vero. Eppure ti porti dietro una tristezza di fondo che non sai spiegare. Arriva la domenica pomeriggio, la sera quando spegni la luce, in macchina quando parte una certa canzone. Ti viene da piangere senza un motivo, e poi ti senti anche in colpa, perché in fondo non ti manca niente, e c’è chi sta molto peggio di te.

Io credo che la tristezza abbia sempre qualcosa da dire, anche quando sembra arrivata dal nulla. Proviamo a vedere da dove può venire.

1. Un dolore che non hai mai pianto

Forse nella tua vita c’è stata una perdita che hai dovuto superare in fretta. Un lutto, una separazione, un trasloco da bambino, un’amicizia finita, un sogno a cui hai rinunciato. Magari in quel momento c’era altro da fare, qualcuno da sostenere, e tu sei andato avanti. Però quel dolore non se n’è andato: è rimasto lì, in attesa, e oggi si fa sentire come una tristezza che non riesci a collegare a niente.

2. Una rabbia che non ti permetti

A volte sotto la tristezza c’è rabbia. Verso un genitore, verso il partner, verso qualcuno che ti ha deluso. Però la rabbia ti sembra sbagliata, cattiva, pericolosa per il rapporto, e allora la metti da parte. Quella rabbia trattenuta si spegne piano piano e diventa tristezza, che è un’emozione più accettabile, perché non fa male a nessuno tranne che a te.

3. Vivi la vita che si aspettavano gli altri

Hai scelto la facoltà che faceva contenti i tuoi, il lavoro sicuro, la relazione giusta. Hai fatto tutto bene. Eppure una parte di te sa che questa vita non l’hai scelta davvero, che da qualche parte hai lasciato indietro qualcosa di tuo. E quella parte, che non ha mai avuto voce, si fa sentire così, con una tristezza silenziosa che non se ne va.

4. Ti sei sempre fatto bastare poco

Forse da piccolo hai imparato a non chiedere. Non chiedevi attenzioni perché i tuoi genitori erano già stanchi, non chiedevi aiuto perché dovevi cavartela da solo, non dicevi cosa desideravi perché tanto non sarebbe arrivato. Oggi continui a farti bastare poco, nelle relazioni, nel lavoro, con te stesso. E la tristezza è il segno di tutto quello che desideri e che non ti concedi nemmeno di chiedere.

5. Sei stanco di essere forte per tutti

Sei quello su cui tutti contano, quello che non crolla mai, che ascolta i problemi degli altri e risolve. Ma a te chi ci pensa? Quando sei sempre tu a essere forte, nessuno si accorge di quando hai bisogno, e a volte non te ne accorgi neanche tu. La tristezza, allora, è la parte di te che vorrebbe finalmente essere accudita.

La tristezza è il segno di tutto quello che desideri e che non ti concedi nemmeno di chiedere.

6. Una tristezza che viene da lontano

Forse in casa tua c’era un genitore triste. Una madre spesso giù, un padre chiuso nel suo silenzio, un’atmosfera pesante che respiravi senza capire. I bambini sentono tutto, e a volte si portano dentro la tristezza di chi li ha cresciuti, come se fosse la loro. Oggi magari stai provando qualcosa che, in parte, non è nemmeno tuo.

Ascoltarla invece di combatterla

Davanti alla tristezza di solito facciamo di tutto per non sentirla: ci teniamo impegnati, usciamo, scorriamo il telefono, ci diciamo che dobbiamo essere grati per quello che abbiamo. Però la tristezza che non viene ascoltata non se ne va, si sposta e torna.

In un percorso di psicoterapia possiamo darle spazio, capire da quale di queste storie arriva, o magari da un’altra ancora, e dare finalmente voce a quella parte di te che sta chiedendo attenzione. Con me non devi spiegare perché stai male, né giustificarti.

Ricevo a Roma, in zona Balduina, e online.

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