Un collega ti chiede di coprire il suo turno e tu dici di sì, anche se quel giorno avevi finalmente qualcosa di bello in programma. Un’amica ti chiama alle undici di sera per sfogarsi, tu hai gli occhi che si chiudono, e resti al telefono un’ora. Tua madre ti chiede di accompagnarla da qualche parte e tu sposti tutto, di nuovo. Il partner vuole andare a cena con i suoi amici e tu vai, sorridi, ma avresti voluto solo restare sul divano.
Dici di sì e un minuto dopo te ne penti. Poi ti arrabbi, ma solo dentro, con gli altri e soprattutto con te stesso, perché ci sei cascato un’altra volta. La sera ti senti svuotato, come se la tua giornata fosse servita a tutti tranne che a te. E le poche volte in cui provi a dire di no ti senti subito in colpa, come se avessi fatto qualcosa di terribile, e finisci per scusarti, giustificarti, o tornare indietro.
A volte ti chiedi perché per te sia così difficile una cosa che agli altri sembra venire naturale. Una risposta c’è, anzi spesso ce ne sono più di una, e quasi sempre hanno radici lontane.
La sera ti senti svuotato, come se la tua giornata fosse servita a tutti tranne che a te.
1. Quando dici di no ti senti cattivo
Il senso di colpa dovrebbe arrivare quando facciamo davvero un torto a qualcuno. Se non sai dire di no, invece, arriva anche quando difendi semplicemente il tuo tempo, la tua stanchezza, i tuoi desideri. E ti fa sentire una persona egoista, cattiva, ingrata. Da dove nasce questo senso di colpa, e come si fa a dire di no senza sentirlo, lo spiego in un altro articolo.
Leggi: Come dire di no senza sensi di colpa →
2. Ti sentivi amato quando eri bravo
In alcune famiglie l’affetto arriva soprattutto quando il bambino è bravo, ubbidiente, disponibile, quando non dà problemi. Forse ricordi gli sguardi orgogliosi quando aiutavi senza che nessuno te lo chiedesse, e il silenzio freddo quando invece facevi i capricci o dicevi che non ti andava. Il bambino lo capisce subito, anche se nessuno glielo dice, e impara che per essere voluto bene deve accontentare gli altri. Se sei cresciuto così, oggi ogni no ti fa sentire a rischio di perdere l’affetto delle persone a cui tieni, come se ti volessero bene solo finché dici di sì.
3. Sei la persona che si prende cura di tutti
Forse sei quello a cui tutti si rivolgono, quello che risolve, che ascolta, che c’è sempre, anche alle tre di notte. E questo ruolo un po’ ti piace, perché ti fa sentire importante, utile, indispensabile. Il problema è che ti identifichi così tanto con chi salva gli altri che dire di no ti farebbe perdere il tuo posto. E senza quel ruolo ti senti perso, perché non sai bene chi sei e perché gli altri dovrebbero volerti bene. Intanto, però, nessuno si prende cura di te.
4. Qualcuno in famiglia aveva bisogno di te
A volte un genitore era fragile, triste, solo, oppure in guerra con l’altro genitore, e si appoggiava a te. Eri tu a consolarlo, ad ascoltare i suoi sfoghi, a tenerlo su, anche se eri solo un bambino e avresti avuto bisogno tu di qualcuno che si occupasse di te. Un bambino in questa situazione non può dire di no, perché quel genitore è tutto quello che ha. Oggi, quando dici di no a qualcuno, è come se tradissi quel genitore che aveva bisogno di te, e infatti il senso di colpa che senti è molto più grande della situazione.
5. Il conflitto ti fa paura
Se a casa tua le discussioni finivano con urla, porte sbattute, giorni di silenzio, o con qualcuno che usciva di casa e non sapevi se sarebbe tornato, hai imparato che non essere d’accordo è pericoloso. Forse ti chiudevi in camera sperando che finisse presto. E un no è sempre un piccolo disaccordo. Così oggi eviti il conflitto in tutti i modi, anche a costo di fare quello che non vuoi, perché quella paura di bambino si accende ancora.
6. Hai paura della tua rabbia
Per dire di no serve un po’ di forza, un po’ di quella sana aggressività che ci permette di difendere i nostri spazi. Se da piccolo la rabbia era vietata, oppure vedevi un genitore arrabbiarsi in modo esagerato e fare paura, hai imparato che arrabbiarsi è brutto e distruttivo, e hai messo da parte anche quella forza. Oggi non riesci a usarla neanche quando ti servirebbe, e la rabbia che non esce si trasforma in frustrazione, stanchezza, mal di testa, in quella sensazione di essere sempre un po’ sotto pressione.
7. Sei una persona molto sensibile
Senti tantissimo le emozioni degli altri. Ti basta uno sguardo per capire se qualcuno è deluso, e quella delusione la senti addosso come se fosse tua. Così pensi che se dici di no ci rimarranno male, si offenderanno, soffriranno per colpa tua, e cerchi di proteggerli da ogni dispiacere. Però in questo modo non ascolti i tuoi bisogni, accumuli frustrazione, e senza volerlo insegni a chi ti sta intorno che con te non ci sono confini, che ti possono chiedere tutto.
Si può imparare a dire di no
Sapere da dove viene la tua difficoltà cambia il modo in cui la guardi: smetti di pensarla come un difetto del tuo carattere e cominci a vederla come qualcosa che hai imparato per farti voler bene, o per proteggerti. E quello che si è imparato si può cambiare.
In un percorso di psicoterapia possiamo capire insieme quale di queste storie è la tua, e aiutarti a mettere i tuoi bisogni allo stesso livello di quelli degli altri, senza perdere le persone a cui tieni. Con me non devi essere bravo, né disponibile, né accontentare nessuno: puoi semplicemente essere come sei.
Ricevo a Roma, in zona Balduina, e online.