Forse ci pensi da mesi. Magari hai anche salvato il numero di uno psicologo, hai scritto un messaggio e poi l’hai cancellato. Ti dici che non è il momento, che il tuo problema non è abbastanza grave, che c’è chi sta peggio di te, che in fondo dovresti farcela da solo. E intanto le notti in cui non dormi, i pianti in macchina, quel peso che ti porti dietro da tanto tempo restano lì.

Dentro di te ci sono tante paure, e sono tutte comprensibili. Hai paura di non sapere cosa dire, di sentirti giudicato, di piangere davanti a uno sconosciuto. Hai paura di scoprire cose di te che non ti piacciono, o di sentirti dire che c’è qualcosa di grave. E poi c’è la questione dei soldi: pensi che sia una spesa che non puoi permetterti, che una volta iniziato non si finisce più.

Io so quanto coraggio ci vuole a scrivere quel primo messaggio. Per questo voglio raccontarti come funziona un percorso con me, passo per passo, così sai esattamente cosa ti aspetta.

Il primo contatto

Quando mi scrivi o mi chiami, non devi spiegarmi tutto. Mi racconti in poche parole cosa ti succede e insieme capiamo se posso davvero aiutarti, cioè se quello che stai vivendo è qualcosa di cui mi occupo. Se è così, abbiamo già un punto di partenza. Se invece penso che ti possa aiutare meglio un altro professionista, te lo dico con sincerità.

L’appuntamento

Scegliamo il giorno e l’orario in base ai tuoi impegni e alle tue disponibilità. Ogni seduta dura 50 minuti e puoi farla in studio, a Roma in zona Balduina, oppure online in videochiamata, se ti senti più a tuo agio a casa o se abiti lontano.

Ogni quanto ci vediamo

All’inizio di solito ci vediamo una volta a settimana. Chi mi chiede di iniziare un percorso spesso sta molto male, e in quei momenti ha bisogno di sapere che c’è uno spazio fisso, sempre lo stesso giorno, in cui può lasciare andare quello che si porta dentro. Poi, quando le cose cominciano ad andare meglio, sono molto flessibile: possiamo vederci ogni due settimane, una volta al mese, oppure quando ne senti il bisogno.

Quanto costa

Proprio per questo andare dallo psicologo non costa quanto pensi. La spesa è legata a quanto ne hai bisogno: nei periodi difficili ci vediamo più spesso, e quando stai meglio ci vediamo di meno. Se hai bisogno di una seduta al mese, per esempio, non sarà una spesa così pesante. E le sedute si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi, come le spese mediche.

La prima seduta

Tante persone arrivano con il cuore che batte forte, preoccupate di non sapere da dove cominciare. Non serve saperlo. Puoi partire da qualsiasi cosa, anche da una che ti sembra piccola, banale o confusa. Se non sai cosa dire, comincio io: ti chiedo cosa sta succedendo, cosa ti fa stare male, da quanto tempo. Se ti viene da piangere va benissimo, e se a un certo punto resti in silenzio va bene lo stesso, non c’è nessuna fretta.

Spesso il problema non è proprio quello che pensi. Arrivi con un’idea ancora poco chiara, magari con la sensazione che ci sia qualcosa che non va senza riuscire a dire cosa, e piano piano io ti aiuto a darle una forma, fino a vedere cosa c’è davvero sotto.

Se ti viene da piangere va benissimo, e se a un certo punto resti in silenzio va bene lo stesso.

Dal presente al passato

Io parto sempre da quello che ti succede oggi: una discussione con il partner, una reazione che non ti spieghi, una paura che ti blocca, una tristezza che non se ne va. Poi cerco i collegamenti con la tua storia personale, perché secondo me quello che ci fa soffrire oggi parla quasi sempre di esperienze dolorose del passato. Per questo ti farò spesso domande anche sulla tua famiglia, su com’era casa tua quando eri piccolo, su come ti sentivi. A volte, rispondendo, ti capiterà di capire all’improvviso perché reagisci in un certo modo da tutta la vita.

Perché parlare con me è diverso da parlare con un amico

Un amico ti vuole bene e ti ascolta, però ti guarda dal suo punto di vista, ti dice cosa farebbe lui al posto tuo, a volte ti dice quello che vuoi sentirti dire per non farti stare male. Io ti faccio osservazioni che un amico non ti farebbe, perché ho una visione più ampia e articolata e vedo collegamenti che da dentro è difficile vedere.

Io non do consigli. Ascolto tanto, faccio tante domande, e ti aiuto a capire cosa vuoi tu. E non giudico: se mi dici una cosa cattiva, una cosa brutta, una cosa di cui ti vergogni, a me davvero non importa, non ci faccio nemmeno caso. Molte persone mi raccontano cose che non hanno mai detto a nessuno, perché a chi non fa parte della propria vita è più facile dire quello che agli amici non si dice per vergogna.

Quello che succede tra noi

In un percorso di psicoterapia succede quasi sempre una cosa molto interessante. Nella relazione con me, senza accorgertene, riporti il modo in cui stai con le altre persone: magari hai paura di deludermi, oppure senti di dover dire le cose giuste, oppure ti arrabbi se ti sembra che non ti capisca. Questo si chiama transfert, ed è una risorsa preziosissima, perché quello che succede tra noi lo possiamo guardare insieme nel momento in cui accade, e capire da dove viene. Ed è spesso da lì che le cose cominciano davvero a cambiare.

Dopo la prima seduta

Alla fine del primo incontro capiamo se possiamo lavorare insieme e, soprattutto, se ti sei trovato bene con me. È importante che tu ti senta a tuo agio, perché senza fiducia non si va da nessuna parte. Durante il percorso ti chiederò spesso come ti senti, cosa ti è servito e cosa no, e tu devi sentirti libero di dirmi quello che pensi, di farmi richieste, di dirmi se qualcosa non ti convince. Anche il modo in cui è organizzato il percorso lo decidiamo in due.

Se ci stai pensando da un po’, scrivimi, anche solo per farmi una domanda. A volte quel primo messaggio è la parte più difficile, e dopo ci si sente già un po’ più leggeri.

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