LA SINDROME DI CALIMERO: quando tutti ce l’hanno con te

Posso scegliere di essere una vittima del mondo o un avventuriero alla ricerca del tesoro.

È tutta una questione di come vedo la mia vita.

Paulo Coelho

LA DIFFERENZA TRA FRUSTRAZIONE E VITTIMISMO

A volte ci capita di vivere delle situazioni che ci fanno sperimentare un senso di impotenza e rabbia cieca.

Sono quelle circostanze nelle quali ci sentiamo trattati ingiustamente, nelle quali subiamo un torto senza averne colpa, nelle quali qualcuno si comporta in modo insensibile nei nostri confronti.

Nonostante il nostro impegno costante ad essere persone eticamente corrette a a mantenere una coerenza interna, purtroppo ci può capitare di imbatterci in persone meno rispettose.

In queste situazioni è normale vivere stati d’animo negativi legati al senso di ingiustizia.

Ma come mai alcune persone si sentono perennemente vittime anche se la realtà dei fatti dimostra il contrario?

COSA SI NASCONDE DIETRO AL BISOGNO DI VITTIMISMO?

Le cause possono essere svariate, perché ciascuno di noi è diverso dall’altro, ma molto spesso ciò che ci spinge a sentirci vittime è un desiderio di attenzione.

Ti propongo due definizioni di VITTIMA, entrambe prese dall’Enciclopedia Treccani:

– Chi perisce in una sciagura, in una calamità, in seguito a gravi eventi o situazioni

– Chi soccombe all’altrui inganno e prepotenza, subendo una sopraffazione, un danno, o venendo comunque perseguitato e oppresso

Nella prima definizione si fa riferimento ad un evento esterno, qualcosa di imprevisto e molto grave, che ci rende incapaci di reagire ed agire.

La seconda definizione invece comporta un aspetto relazionale, siamo vittime di un’altra persona che, con il suo comportamento, ci fa sentire oppressi o perseguitati.

In entrambe le situazioni il senso comune è di non sentirsi in grado di reagire, perché ciò che ci fa stare male è qualcosa di percepito come profondamente doloroso e spaventoso.

Quindi, dietro al concetto di vittima, c’è il concetto di vulnerabilità, ovvero la sensazione di non essere capace di gestire una determinata situazione.

DI COSA HA PAURA LA VITTIMA?

Cosa ha a che fare questo con il desiderio di attenzione?

Prova ad immaginare un bambino piccolo, quali sono i primi aggettivi che ti vengono in mente pensando a lui? Piccolo, indifeso, dolce.

E queste caratteristiche cosa spingono gli adulti a fare?

A prendersi cura di lui, dedicandogli tante attenzioni.

La vittima, avendo una autoimmagine di sé di bambino piccolo, con la sua tendenza ad autocommiserarsi, spera di trasmettere anche all’esterno questa stessa immagine, in modo da ottenere le attenzioni che ricerca.

Quindi chi si autocommisera è effettivamente una vittima, ma è una vittima di se stessa.

LE CONSEGUENZE NEGATIVE

Purtroppo però a lungo andare questo comportamento porterà ad alcune conseguenze negative, per giunta controproducenti rispetto al desiderio iniziale di ottenere attenzioni ed essere sereni. Eccone alcune:

 

  • La persona addetta ad accoglierti e ad ascoltarti nei tuoi momenti di crisi, prima o poi si stancherà e si allontanerà;
  • Il timore di subire delusioni o fallimenti ti impedirà di lanciarti in nuove attività, vivere nuove esperienze e quindi realizzarti come persona;
  • Il tuo umore sarà tendenzialmente irritabile o triste, non c’è spazio per le emozioni positive nel vittimismo;
  • Le tue credenze nei confronti di te stesso, degli altri e del mondo, diventeranno delle realtà e ti impediranno di avere una vita soddisfacente e felice;
  • Non sarai in grado di cogliere il bello che c’è nella tua vita perché la tua attenzione sarà focalizzata esclusivamente sugli aspetti negativi.

 

 

NE VALE VERAMENTE LA PENA?

Sconfiggere il vittimismo non è semplice, la sensazione che “tutti ce l’hanno con te” e di “essere prigionieri delle situazioni” è difficile da sradicare perché è il tuo modo per difenderti dal dolore.

Il mio suggerimento in questi casi è di rivolgerti ad un professionista che possa guidarti nell’assunzione di un atteggiamento di positività e coraggio.

 

Nel frattempo puoi dare un’occhiata ad un articolo in cui suggerisco 5 passi per ridurre il vittimismo.

 

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